Ant&fatto
Il poeta e me. Siamo contorno sull’erba. Dopo un viaggio, il mio, di affannata allegria. Rientrare nella terra del gesto dei padri è volo piacevole, necessario. La Sicilia rimargina nodi, distanze. Il poeta, dunque, mi fa dono d’un fermaglio a capelli a forma di stella e un orecchino rosa rugiadina.
- Lo porterai, Dora? – lo terrò, Giampo. E intanto cadono arance, un merlo salta per leggere caviglie.
Il giorno appresso ci sarà la presentazione del suo libro di poesie.
“ Tre righe di sole “. Poetizza Giampaolo De Pietro. ( ArchiLibri edizioni Salarchi. Collana “ VERSOSUD “ ). Così, al mattino, gli dedico queste chincaglierie di sillabe. Lette , poi, con aperta emozione. Davanti a bocche attente. Permissibili al volo.
Le rimetto qui, non per celebrare me, ma per fermare tracce. Ché la vita non è solo succo d’aceto, ma anche, distillato di rose, giustizia di preghiera esaudita.
“ Ieri il poeta mi ha messo una stella in testa. O. più semplicemente mi ha detto – Mio padre ha trovato una stella. Se vuoi, puoi metterla tu- Tenerla fra’ riccioli, ora e ora è una riga di sole. A conoscerne di poeti ! Averne di stelle! Giampo è un ragazzo che si intona alla mia vita. Pian piano, poi, ho scoperto che è un uomo che si intona alla vita. E, questa, è la seconda riga di sole. Operazione poco letteraria aprirsi alla vita. Ma è abitudine che gli esce dagli occhi, scende sui gradini.
/ per davanzale intendo me sporto, stretto, scomodo / soffia Giampo in un suo verso. Usa bucce per stelle, parole che saltano piano. Ché lui fa piccoli botti, senza che vento alcuno se lo porti via. I poeti ci ricopiano per piccoli steli d’ombelico. Ci ripartoriscono. Per facoltà di sole che scalda la sedia. Come stamattina. Ho sentito, leggendo rileggendo, che SEMPRE, significa scavare un lago, che il racconto fatto nella sua bottega è utile a tutti. Giampo taglia righe di sole e le mette qui, coi faretti che sono fiammiferi o fiammiferi che sembrano faretti e copiano la forma piana dei segni. Delle significanze. Il poeta non vive coi congiuntivi in tasca, ma con usura di verbi transitivi che, avvoltespesso, non transitano senza un dolore.
/ per eccesso di velluto? Perché ha tasche piene di buchi ? /
La sua terza riga di sole? Un padre, una madre, una terra, bocche di amore.
/ che hanno dormito di schiena al vento / Il / baleno e la balena /
Inizio di ogni inizio.
( la foto è sua, rubata dal suo blog )