mercoledì, 24 giugno 2009

 

Luca Bellandi.Summer-Night-Dress-E ho cenato quasi con vista mare.  Nell’ora in cui il cielo si fa conchiglia. E rondini, bouganville, donne incinte mischiate come vapore di spiaggia. Ho succhiato un re mi sol di vongole, come a stupire un maschio, sottovoce. Vino fermo: in piedi il calice, sulla giuntura della tovaglia. Pagina di bianco lino, appena due pieghe sotto il cestino del pane. Ho masticato il mare, gli occhi del viaggio, l’insonnia del ritorno. La valigia, i lividi delle parole appena appoggiate sui sogni stranieri ( si parla coi colori di gommapane quando si dorme smarriti ). Ho stretto un poco il cuore, ché le ortensie, i gerani, le rose hanno bevuto tuoni canini. Come figlivascelli ad essiccare. La madre lontana, il pane contato, l’azzimo d’un piatto disegnato, inversatile. A vagire.

postato da: Borderlands alle ore 20:53 | Permalink | commenti (4)
Commenti
#1    24 Giugno 2009 - 22:50
 
rimangon stille
su riquadri rossi
e d'occhi socchiusi
lacrime di sonno..

svolto il filmato
in un trasogno,
risorgon fiori da
lor vasche, che
mitili sono, infine,
pur loro ad acqua legate,
come te,
in attesa dì amor,
valve spiegate..

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#2    25 Giugno 2009 - 08:34
 
come suol dirsi: bentornata!
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#3    28 Giugno 2009 - 09:39
 
anche se dici prosa è sempre poesia per quel mondo che s'apre oltre i piccoli gesti, per le sensazioni richiamate da ogni dettaglio.
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#4    02 Luglio 2009 - 15:22
 
m'ha colpito (positivamente) una certa fissità (sarà il vapore, il vino fermo o forse l'inversatile) a far da contr'altrare al viaggio.
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categoria:prosa