martedì, 08 luglio 2008

maggie taylor-the patient gardenrE i meli, le lanterne, da soli,

si lavano in cortile

Inventiamoci catini d’acqua, dicono,

il vento di cannella profumiamo

dita operose sulla stuoia

Il limone d’argilla ho crepato

il gelsomino, sale per la luna

i calendari, nel camino

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categoria:poesia
lunedì, 07 luglio 2008

ina todorova kuneva-3Sarà pazienza di persiane

custodire intatti

padre madre

l’uva andata a male

Sarà un paradiso di cicche

schiacciate a nudo piede

mancamento come d’ossa

/ ovunque inquieta l’edera se un paradiso sconcia il pane, le dolci farine /

 

II

 

Bambini sbigliano all’ombra dei pini

due panchine

due

fanno stanza di sole

/  le bici trillano nel sottopasso /

 

III

 

Ti porto fuori di qui

scrisse, ricordo, a labbro aperto

un mancino anello a prodigar le dita

piccola, io, tacchi di legno al fuoco

/ una frugalità di formica, da stendere sul pane, prima del mare /

 

 

 

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categoria:poesia
giovedì, 03 luglio 2008

emil schildt-3tienimi cerchio e sangue

taciturno

magari notturno

argentami

taglia ogni volta

ciocche pose

aperte sconCerte

prolifica in cantilena

l’ora il sogno la sorte

/ così tremolerebbero i poeti, oh così io sono /

non

cigolar che di questa mia irritante

Mia Carestia

oncia di shelomò

Shulamìt io

 

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categoria:poesia
martedì, 01 luglio 2008

ina todorova kuneva-2

Per

in tempo

s’hanno a consumare

le lucide voci

filar insonne

piano & forte indispensabile

/ delle rivolte, i catini agli incendi inadeguati /

S’hanno a finire

i vestiti servati nel sudore

la solitudineRia

la malattia, rossoprugna vicina

Su gamba sola si sposta

poi s’affila, ancoràncora

gruzzolo sottodente, collo di valigia

/ e smemora /

quel lenzuolo che chiamo casa, gomito, piede ammaestrato

 

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categoria:poesia
domenica, 29 giugno 2008

chiamataquindi una stanza deve essere poliedrica

il tuo odore al centro, sospir’io, prosa di sguardi

ché il caldo straccia le sillabe, acceca le camicie

 

mi spolvero l’ombra, mi assecondo

sei tu la misericordia d’autunno?

fitti, la stagione ci confidiamo, amore, aspettiamo

il mirto sceso nel bicchiere, le vele a ripostiglio

 

chiacchiere arrivano al balcone

scrivo, becco aperto, un fresco a diagonale

- oggi, t’avrei fatto sospirare il vento di quaggiù, mammì-

e tu m’avresti detto- scì benedetta, tu, dorì-

-           

 

 

 

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categoria:poesia
sabato, 28 giugno 2008

Sulla poltrona
a coda ritta

miagola il sole

Al balcone,

sonaglio,
si pettina un ricordo

Molle, sul cuore gioca
l’ombra
Freni e coltelli
porta un vento

a formiche dipinto
Mite, punge.

Nel sopraccielo

lucidamente azzurro,

il pettirosso


04.04.2003

(  rivisitata e asciugata, questa poesia dopo così lungo tempo )


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categoria:poesia
venerdì, 27 giugno 2008

maggie_taylor_14Nella mezz’ora del passo urgente. Anche senza luna. Senza onorificenza di braccia a fronteggiare i fianchi. Una somma di riservati accenni. Gli occhi della cortesia d’un gelato. Una brezza svergognata. Persino dietro l’orecchio. Dove rulla il pizzo dei pensieri. Lì. Dove gli orecchini ridondanze ripetono. E s’affaccendano, l’ombre cinesi, l’insieme d’opra/ il mare, le palme, il giocoliere con mazze di fuoco, lo sguardo dei bimbi senza palcoscenico/. Grazie, mi dico, che m’accompagni. Grazie ai miei riccioli bagnati, alla mia nuca di terracotta, all’unghia di basilico e rose. Vado a considerar la notte, una branda balocca, senza ortiche.

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mercoledì, 25 giugno 2008

sandra speideld’oro. per spiagge senza bus

farei a tempo come dicevo

d’oro a far in pazienza

ingrandimenti fotografici

/ coppe di reggiseno, gocce d’acqua di mare, un desiderio che striscia /

 

vedi? scrivo in parentesi le consolazioni,

le assoluzioni, i turaccioli silenti

e dietro le scapole una ruota di sonno

/ il fuso delle americhe, il braccio che graffia il passatempo dello scontento /

 

amore!

cosa? desidero tornar piccola prua

senza binocolo di terra

dimmi?

sfusami, improvvisami, riparami un magazzino

/ per visibilità notturna, per quella lampada a terra, a lungo /

 

 

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categoria:poesia
martedì, 24 giugno 2008

jason langerin questa pigrizia flessa coscienziosa

con la stella polare che schiaffi tira

/ alle fatiche delle dita lontane alle foto inclinate /

chiacchiere stiro sull’orecchio

le gambe fuor carezza

la cavigliera d’ un niente su s s alta

 

e

 

palline di carta miro al basilico

le voci degli uccellini, le voci

 

tralicciate

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domenica, 22 giugno 2008

di schienaI puntini della lontananza, metto. A posto. Dopo le lenzuola, il beccar d’aria delle cornici, quel sudore d’uscirne vivi. È una stazione di mezzogiorno che mi deriva. Lacrime setacciate, il lascito delle rive. Racconta me, sempre, ti dico. O. Renditi alla felicità disponibile. Anche seqquando. Le scale si faranno isole, i capelli piatti per dolore, le crinoline, ispide a fitte. A squittire, come un radar che sgola il mare, come. Le tonsille che ti fanno caverna. Per lungo passo di maree e. A te. Fino a che.

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categoria:prosa