ancori a sera
il tenero fermaglio disfi
le dita ammagli scomPigli
e rotol’ io
gocciolina
gelosa golosa
ancori a sera
il tenero fermaglio disfi
le dita ammagli scomPigli
e rotol’ io
gocciolina
gelosa golosa
il tempo s(c)òla
rosso il posto vuoto
la giarrettiera
lo scollo del bicchiere
allora
aspetta
che ne voglio uno
di verme, di lunario,
di tappo assai abboccato
e far ‘sì mani in basso
/ curva, ho frigolina movenza /
per ceste, fiaschi di fin anno

il tempo stan(c)a
non farti sazia
diceva in zuppa d’occhi, mammà
traghettati piano
ché il campo è piccolo
la luna, a metà
il piatto sonno
guarnire
struggere
su’ palmi
estiva

Una lampada che costa poco. Sopra un vocabolario sopra un cesto di vimini pieno di cd, fogli, penne, due astucci ancora con temperamatite. Il camino crepita. Vaso con margherite gialle ché le bianche sono morte prima. Sole.
So che c’è. Anche due ore fa, c’era. Pagina centoquarantotto di “ Molto forte, incredibilmente vicino “.
Piano a leggere. Deve durare fino a Natale. Che poi, sennò, mi mancano i brividi. Lavatrice per due lenzuola, senza sapone. Riaccendere, quindi. Come ricominciare. Naso che screpola. Unghie da tagliare. Ascelle da profumare. Telefono. Oggetto telefono. Promozione Telecom. E. Le sedie del vicino. Sopra la mia testa. È tutto.
Forse. Aggiungo due bottoni di dolore.
Es. n. 1. non posso più fare figli.
Es n. 2. non riesco a smettere di fumare.
saper te
la gonna sollevo
ché
fra’ gambi resta
fionda d’un temporale
l’argenteria dei baci

Il tempo v(i)ola
disordinatamente
piove
in brutta calligrafia
torna acqua al mare
corrono strette
le signorine
come a tenere un libro
un’oncia d’aria sui capelli
sui tetti l’occhio
l’orario dei vicini
svengono
le ombre sui vetri
in equilibrio
baci per trottole