Pronta . desinata
A fior di sabbia.
sto
Mi perdoni il barcaiolo
il breccino di mare
Se sirene non trovano
Re sto
sponda d’occidente
alghe a fecondare
di guardia. In guardia.
Pronta . desinata
A fior di sabbia.
sto
Mi perdoni il barcaiolo
il breccino di mare
Se sirene non trovano
Re sto
sponda d’occidente
alghe a fecondare
di guardia. In guardia.
cosa del mio corpo ti piace ?
non so, affonderei le mani ovunque
dice
palpeggia d’altro, parole simpatiche
come dietro un banco, un foglio chino
io, mani in servigi, labbra
a rannicchiare il fresco
chè suo il corpo che sa nitrire,
tranquillo nel sudore, piantato dentro
eresia battezzata
durezza che notte sfoglia, figlia
Tienimi i segreti fra le stanze
Torna la nuca del passato m'orna
Non c’ho noia per fuoco e fantasia
Tanto la gelosia è un gioco
Freelance che sputa piano
Questo Cadavere Con
S’apre come prugna sfatta
Ho dimenticato di dire che non sopporto
Le braccia ( le tue? ) scollate
Mi turba sapere che puoi sorridere
Con quei capelli poco separati
Dal resto degli occhi senza passione
Voglio una curva travolgente
Un movimento di testi bianchi e neri
Harry, m’hai preparato un cuore da mangiare?
( harry è un carboncino che lascio sciolto sul foglio, a volte con l’acca minuscola )
Vorrei girare un film all’alba
Col padrenostro tra i denti
L’ombra dei fianchi sul muro
Come serpenti in rithm & blues
C’ho in testa un film dove Rossella piange
Lei sottintende
- L’essere lontani fa male fa cancrenare le bucce
- L’osso spolpa, solitario forse malinconico
Falla finita di leggere etichette
La vita ha prezzi bassi
Com’arlecchini picassiani
Che nessuno vede solo provvede
Un treno con la mano a portarci lontano
Si parlò, le mani semplici, svestite
Lontani d’ogni liquido dolore
Seduti sulle foglie, il collo stretto di baci
Pesci pescammo col cappello
Per morsi teneri, sazi, giovane tu,
come una grazia che acceca i cancelli
Parsimoniosa io, bava e lumaca
che tempo ingoia, nel ventrecuore
Nell’abitudine all’occhio spiccicato,
a una felicità, dell’improvviso viso.
Sott’unghia mi hai lasciato
Sott’un verbo senza compagnia
Eppure in quel limone mettesti conchiglie
un vaso vangato prima tramonto
Citazioni che morte sfacciava
così che non rinvieni, i piedi di mosto ch’acidisce
cappelli ne’ pensieri, terra d’apPagare
Svegliano vermi senza quiete,
il sonno a dormire,
ch’or mai sei morto
Te che nella voce condensa avvieni
Per cor sì
Ho azzeccato un’illusione discreta
un’occhiata pinta come un solletico
di desiDerio
Stendere panni al balcone
allargare le sillabe delle narici
cotonella d’una vestaglia da giorno
seni dall’universo ascoltati
*
Faccio la portinaia a ore d’un balcone
mangio minute curiosità d’aria
la pioggia guardo per pochi spiccioli
O
la frivolezza d’un sole
come di baci sulla bocca
di merende, tacite, scartate
*
Mi diceva tieniti un endecasillabo sugli occhi
così alzandomi la gonna, supplizio di vocali
fece uscire, il culo strizzandomi, fine monotonia.
Ho da far rincasare l’occhio sano, credo sia rimasto
sul sedile posteriore della mia macchina. Non se l’è
sentito di fare le scale con me ier sera, dice troppo
l’affatico, lo stuzzico per fariluce su’ppensieri,
opere d’omissioni. “ Sono atteggiamenti da sensitivi “
Ha palpfetato. È irritante ora andare a lume di naso,
mettere consonanti indicibili vicino l’acc’aspirevolante,
di buone vocali, senza sembrare un lamento,
un costo excessivo d’aria, un rutto di cuore.
*
Se metto stelline sotto una con clusione, meglio dormiveglio?
Prendi la luna piccola mia
Io sono solo senza una scia
L’orco dirà che il mio nero pastrano
Sapiente giace in un campo di grano
Streghe infelici scarpette ti danno
Rubine fate t’accompagneranno
Coppe di sale ti verserai
Senza ferite non uscirai
Pietre preziose sogni e nastrini
Sconvolgeranno i tuoi giardini
Non ti voltare dietro la scia
Tutti diranno: non è la mia
Sfila le perle d’ogni tua trama
Contro le vele c’è sempre una lama
Succhia del tempo mammella odorosa
Dentro una lacrima senti la rosa
Tocca le spine rinuncia a tremare
Volo di falco devi imparare
Getta le reti seppur c’è marea
E le sirene vedranno te dea
Quando nel sonno le ali di stella
Ti mentiranno non farti più bella
Scegli l’odore della tua via
Forse i miei occhi saranno bugia.
Mi sta alle spalle l’aria il giallo delle rose
una tenda di perline come a Casablanca
Ma lì non vanno rose tu diresti
che porti in collo dune di miei baci
Rumori d’unghia a fiumi fra i capelli
e lisci turbamenti, indelicati
Mi sta nel letto la buona educazione
la vita intera a giunco silenzioso
Mentre. In caso di memoria
si supponeva di, cucir. Le foglie.
sto per istanti lunghi tutto un balcone
a tenere le spalline ferme, a guardarmi
il rosso delle unghie dei piedi, le mani
senza cibo, il cervello che fa ruota d’occhi
m’attraversa la vecchia faccia della paura
resto per stanze senza camelie, ammucchiata
gonfiando erba ch’è paglia di sogno
il collo sfiorisce, uncino senza verme
penzolo sui talloni, date che gelano
incrostano di bimbi mai nati, adultèri
mi tramontano, amianto soprattutto
inarrestabile, amido d’andate viole.