mercoledì, 30 maggio 2007

Faccio crasch sotto i camion mattutini

Gli sbadigli ch’escono a cucciolata

Magrezza d’allucinazioni, buste di sonno

Le mani lasciate ad altri cuscini, la voce

( com’è scorciatoia d’ansia il pugno vuoto )

La voce, sì,  che preme fra fegato e cuore

Manchi al piattino cieco sul lavello

Al sorriso che sfatica , spina dopo spina

Al fiato che fugge dallo specchio

Manchi e resti sul cavalletto di pose

La pelle che lingua spinge, dedicata

Muta per segreto spavento d’amore

Così s'aggrappano gli occhi, le chiavi a ciondolo

In sottomessa tranquillità, vicino al posacenere.

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categoria:poesia
martedì, 29 maggio 2007

È incesto di pensiero

calze di terra

Gambe chiuso compasso

Ruota di silenzio e gesto

A sera in sera sui capelli danza

D’ombra il giorno innamora

Shu Kuon d’alghe compone

la forma della pioggia,

nomi scrive, ori d’addii

Così l’aria, i temporali

che d’inchino con lei vanno

Oltre il fiume, abitando.

 

( Donne e donne in Cina , nelle campagne sperdute, si suicidano. Per fame, estrema  povertà, solitudine. A migliaia )

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categoria:poesia
lunedì, 28 maggio 2007

Nizar si muoveva con le spalle curve. Le sillabe arrivavano tutte al pavimento così da vedere solo quel cesto d’ebano e fili che sono i suoi capelli.

 

Passo passo, veloce, in due mesi è diventato altissimo

“ non c’entro, prof, sul palco, oramai sono alto come mio padre “ e si guarda le mani srotolate come seta.

 

Gli ho dato per consegna di tenere in scena un bellissimo pacchetto rilegato di carta rossa e grigia. Luccicante.

“ Tienilo stretto in mano, stringilo forte e vedrai che riuscirai a guardarci mentre dici le battute”

 

E così è. Nizar, giacca e pantaloni da invitato a nozze, ora gira disinvolto per le strade di Parigi. Un soffio d’ansia perché teme di arrivare in ritardo alle nozze di sua sorella.

 

Lascia le battute delicate sugli occhi ammirati dei compagni. ( sbirciano dalle quinte col trucco che cola, le ciglia a ventaglio, divertiti, tesi, saliva che sempre si strozza dentro le tonsille )

 

Nizar dicevo, fra qualche anno tornerà in Marocco. Con valigie nuove, l’urgenza di portare ciò che tiene, nel cuore, nei fogli da ricominciare. La foto di gruppo col pacchetto rosso. La prof bionda coi riccioli sudati.

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categoria:prosa
lunedì, 28 maggio 2007

Allude sempre a battute non previste, Isma. Direi meglio. Conosce la frivolezza dei punti e virgola, sguardo misto di vocali che sputa come dentro un’eccitazione incontenibile. Senza copione.

Ha diverse allergie, una toccante intolleranza allo studio.

“ Ieri ho starnutito tutto il giorno, è tempo d’erba cattiva, mamma m’ha chiuso in camera. Se dormo tanto tanto, respiro meglio “

Quindi inventa seduta stante stonate frasi che gli partono dal collo,

il tempo gli si appiccica addosso. Come foglie lente a cadere.

Si ripete di nuovo la scena, decidendo tutti noi, di seguire quella 

processione confusa d’aghi, sospiri, giaculatorie.

Il copione è per lui un mistero senza scaletta.

Isma cammina come fuori scena. I fianchi che arrotondano l’aria, le mani quasi congiunte, molli, dai polsi a ricadere.

Schiocca  occhiate d’andalusa, la pelle senz’ombra di peluria, la bocca che sente bambina. La spalla gli s’avvicina allo zigomo quando percepisce le difficoltà. Vezzosa cipria di velo che agli altri porta scherno. Talvolta cammina sulle punte, gli esce di botto. E sposta la ciocca sugli occhi, con grazia. Una veletta sorpresa, voluttuosa

 

 

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categoria:prosa
domenica, 27 maggio 2007

Ci proviamo qui 

me e te figlio mio

qui

tra nuca e cravatta

a segarci il mappamondo

dividerci le aiuole del dolore

La coperta di picchè messa per storto

la tua testa che s’allunga per parlare

Tutto

ci fa male e faccio sì col dito

tutto

ci strozza come rose in temporale

( se piove o quando il cielo è tocco d’erba )

Qui

ci sentiamo al molo di capestro

io so, so che non sono capitano

figlio

azzardo solo a non sbagliarti mano.

 

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venerdì, 25 maggio 2007

 

Mi faccio d’amore la guancia
di sapore di mora d’amore
Tocco i baci tocco
( in pelle fanno rumore )
La mano mia distinta curo
dal tuo lontano tepore
Quell’armonia
di seta inquieta

Aggiungo
schiocco di futile bava

Così

per l’ombelico accecare 

o

la mia fica d’anima.

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venerdì, 25 maggio 2007

 

 

Non basta sfiorarmi il mento
quando cerco zanna di baci

Quando la pelle è cespuglio
d’ortica da sfregarsi a cortesia

Nell’ora accanto ai tetti
ci si tiene a custodia trasandata

Ché di voglia è addobbato il comò
Sui ninnoli attenti alle carezze

Qui di vita si fa uso aggrappati
al piccolo bracciale che tintinna.

In decoro.

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categoria:poesia
giovedì, 24 maggio 2007

Mi sta bene il ritorno dell’ape

l’idea d’una estate a tamburello

fianchi sulle camicette larghe

seni per ombelico a ciliegia

Aspetto lingua di commediante

tornitori infanti di nuca e vele

vino che in bocca mi bacia

So che a mezzanotte si tornerà

( bambine operaie sono le fortune andate a male)

Le spalline acciaccate a saliva

La casa sulle scale ammucchiata

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mercoledì, 23 maggio 2007

È che gesticolo come ghiaccio nel bicchiere

i fianchi che sventolano sulle orecchie del cane

le dita in bassa trincea, sfamate appena

d’una inconsistenza, d’un blues a sonagli

 

Ballami sui denti quindi ti vorrei dire, sui prestigi

sfamami di resti d’alghe, chiedere so appena

su ciascuna cosa il corto nome, grani di vocali

ché gli occhi vanno da sé, ciglia a remare. ammare.

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categoria:poesia
mercoledì, 23 maggio 2007

 

Stringe il pacchetto cambia rumore la carta pellicola getta a terra pare ci sia un suono accanto le maniglie delle macchine lucide la gonna s'appiana fresca ai polsi i festanti hanno parole di passi
con le vetrine d’orologio è uno stop di chiaroveggenza ora nel muoversi cinge ora un’oncia di scompostezza ecco lui è una lancetta acuta come le gote o lei irriverenti t’amo non dice è solo
un collo in zoo acuto oh lei sa che porta guanti da tosatrice lascia ai cancelli un nome e forme
d’argilla qui lì è nel flauto flauto che vanno i topolini.

11/05/2005

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categoria:prosa