a modico prezzo di vento
e una maglietta guancia di pesca
emmò esco
faccio scampanare gli orecchini
intrattenimento per sole donne
a(s)sole, visitate
a modico prezzo di vento
e una maglietta guancia di pesca
emmò esco
faccio scampanare gli orecchini
intrattenimento per sole donne
a(s)sole, visitate
è ciò che di me aspettando
fuor portone resta
le caviglie sciacquate per la festa
gli anni sulla costola del libro
la fissa di alzarmi prima degli uccelli
al biancocroce del mattino
furono vasi di sgradevoli malinconie
un torpore di torchio sul collo
le vampe tra le ginocchia e il pube
asterischi di terremoti
mentre treffilati o un solo dolore,
accordavano le passiflore al sole
le cantilene del noce, ricordo,
nella tappezzeria d’orto, dove madre
Copio_incollo questa pagina, inviatami dalla mia amica http://fingerprint.splinder.com/
"Il Meme. "Sembra una malattia esotica", così mi è stato descritto. Si tratta di indicare un personaggio letterario e un personaggio cinematografico di cui siamo innamorati e poi di passare la palla ad altri sei blogger che dovranno fare altrettanto.
Essendo stata nominata da Ellerslie, partecipo con divertito piacere... Che serva a conoscerci tutti meglio e a farci compagnia.
Personaggio letterario: Jeorge Luis Borges (le sue oniriche realtà parallele, le sue rose, le sue tigri, i suoi specchi)
Personaggio cinematografico: Meryl Streep (Kramer contro Kramer, La scelta di Sophie, La mia africa, I ponti di Madison County, Un grido nella notte, The Hours, La casa degli spiriti, Innamorarsi, Affari di cuore.... solo per citare i suoi ruoli che amo di più!!) "
e io così continuo
Dovendo scegliere e quindi eleggere, scartando tutto un mondo comunque significativo nell’ambito artistico, metto come rappresentante nel mondo del cinema, del teatro, della letteratura: il regista Ingmar Bergman , voce narrante delle mille, sofferte contraddizioni dell’essere umano. Personaggi, i suoi, dallo straordinario profilo tragico esistenziale.
Personaggio letterario: Simone de Beauvoir. Libera, fiera, militante femminista, filosofa, scrittrice di romanzi, saggista. E Virginia Woolf ( romanzi, poesie, saggi, racconti ). Caro m’è , tra tanti suoi scritti, “ Una stanza tutta per sé “
Passo a
http://www.splinder.com/profile/esplanade
http://www.splinder.com/profile/ireneladolce
http://www.splinder.com/profile/selva1
http://www.splinder.com/profile/klimt77
http://www.splinder.com/profile/tempodiverso
http://www.splinder.com/profile/Zob76
un saluto e una buona giornata. border.
e quindi, notte fonda
sarà sui capelli
la strada che mi struscia
un filo di radio accesa
il lume del teatro sulle punte
voce la voce delle allieve
quel loro evento abbandonevole
/ dai tacchi, dalle labbra consistenti /
torna dalle scale
l’acquerello delle morbide tempie
rintocco delle sue dita
unghie ammaestrate
persino la fatica di chi passa
ha una speranza
qui(n)dì
tra le case sogno, con te,
Buenos Aires
la pietà degli amanti
una porticina imbiancata
co’ suoni d’acqua
lontani lontani
Se qui tu mi fossi, qui
a sciacquare la tazzina del caffé
ad aggiustare il memoriale della notte
scombinato per dispari monografie
avresti una rosa nel bicchiere
bacio alla mano, un lindoscalzo buondì,
ché mi chiamo dorì
*
Scrivevo per asterischi netti
unavvolta
il verso opposto al sole
cantilena d’oratorio, spinosa
procedimento corrosivo, ricordo
coniugazione poco amorosa
*
Picaresca veglia di spine misi assieme
tenace impianto come di maree
e lune ho mangiato, quindi,
gravitazionali
*
Dio mi scampi da una vita adeguata
dissi quel giorno che me inchiodai
a una valigia, una, di poco conto,
. due sarebbe commedia dell’arte.
scrissi sul dorso del polso sinistro
*
M’abituo al sale rubicondo di questo paese
vocine senza ceneri
metto uncini di sole alla finestra, aspetto
il vicolo, all’equatore, periodico
resto a saziar la notte
quasi senza sigarette
stretti gomiti dassoli
una comune d’obblighi precisi
la persiana che chiude il fiato
la, là, rotonda necessità
tra’ capelli
d’esser stranieri e tace
una disarmonia bambina
come di labbro confuso
‘sì che par chiuso
unghie sul mento
occhilucciole in collo
e
vederti arrivare
nelle scatole gli organetti
ciocca d’alba per dono
silenzi a litri di more
ché d’ossasale
mi parli
io
le mani chiamo
all’ora
d'
in
stabilidita
è una vigilia di cose buone
quest’aria ferma tra’ capelli
frizzica l’orecchio il vicolo
composta mente
non rientra voce che quando l’occhio
o un lobo di carezza
salta i cancelli, le code d’ozio dei cani
in qua(n)dò?